Secret Adventures: “un viaggio inaspettato”

Una nuova agenzia offre una vasta gamma di tour misteriosi in selvaggi luoghi segreti. Non c’è nulla da perdere tranne che le vostre abitudini urbane…

 

La bicicletta è pronta, le borse sono sistemate. Non vedo l’ora di partire per un fine settimana che aspettavo da tempo. Con me, sul luogo dell’appuntamento, a nord di Londra, ci sono altre 12 persone, con il mio stesso stato d’animo. Nessuno di noi aveva la più pallida idea di dove fossimo diretti, ma andava bene così, questi erano i piani – eravamo proiettati verso un’avventura segreta.

Dopo pochi minuti ci raggiunge l’unica persona che conosce la nostra destinazione. È Madoc Threipland, fondatore di Secret Adventures, un’agenzia di viaggi, con sede nella capitale inglese, con una peculiarità: chi si registra, partecipa ignaro alla meta proposta.

La gestione dell’azienda è recente – risale ad inizio anno – ed ha come scopo quello di strappare gli abitanti della città alla loro routine quotidiana e risvegliare ciò che Threipland chiama “il senso latente dell’avventura”. Dal kayak sotto il Tower Bridge all’esperienza di bagni di gruppo completamente nudi immersi in laghi nascosti, ogni viaggio offre qualcosa di inaspettato o di insolito.

Ho partecipato alla prima avventura “little island” (piccola isola), e tutto quello che sapevo è che avremmo pedalato fuori Londra per passare la notte in campeggio su un’isola segreta. Mi era stato detto che tutto ciò di cui avevo bisogno era una bicicletta, un sacco da bivacco, un sacchetto asciutto e la capacità di nuotare per 50 metri. L’idea mi turbava e mi eccitava – un’eccitazione infantile – al tempo stesso. Sembrava la trama  di un romanzo di Enid Blyton.

“Ok, ci siamo tutti ,“ disse Threipland, “seguitemi”. Gli pedalammo dietro, superando Hackney e costeggiando il fiume Lea in direzione nord. In un primo momento si presentò un paesaggio imponente e industriale, ma pian piano lasciammo il grigiore della città per immergerci nel verde. Solo il rombo di un autobus cittadino su un ponte ci ricordò che eravamo ancora nei pressi della capitale inglese.

Il percorso è accessibile a tutti. È scorrevole ed ampio e dà al gruppo la possibilità di conversare per conoscersi e socializzare. La maggior parte sono professionisti della City in fuga dai numerosi impegni, ci sono ciclisti esperti e principianti, nuotatori deboli e provetti viaggiatori.

Lungo la strada, Threipland ci rivela un indizio per stimolare il nostro interesse. “È a 20 miglia da qui,” e continua “l’isola è lunga come da qui fino a quel muro”. La curiosità sale. Vorremmo che ci dicesse qualcosa di più – come gli strati di carta che avvolgono un pacco e che rompiamo uno dopo l’altro, rivelandoci un po’ alla volta il suo contenuto – per scoprire la meta finale. Mentre il sole tramonta, sappiamo che l’isola è vicina. Un mix di paura e di eccitazione invade il gruppo perché ci rendiamo conto che la nostra nuotata verso l’ignoto ci attende.

Poco più avanti imbocchiamo una pista erbosa, e subito dopo Threipland ci annuncia, indicando: “Questa è la nostra isola.” Siamo in piedi sulla sponda di un piccolo lago da qualche parte dell’Essex, ammirando una montagnola marrone-verdastra stesa sull’acqua, la nostra casa per la notte.

Nascondiamo le biciclette nel sottobosco e ci prepariamo alla nuotata. Imballiamo i bagagli per evitare che si bagnino, sperando funzioni. Entriamo nel lago, gemiti e strilli riempiono l’aria. L’acqua è gelida. Ma presto, tutto ciò che resta sono gli schizzi gradevoli contro le nostre borse mentre vanno alla deriva al nostro fianco: è stranamente liberatorio avere tutto quello che serve per la notte che ci galleggia accanto.

Threipland approda per primo, e non appena metto piede sull’isola, il fuoco già scoppietta vivacemente, illuminando il sentiero con la luce del crepuscolo. Uno dopo l’altro ci tiriamo fuori dall’acqua soddisfatti dell’impresa portata a termine. Controlliamo le borse. Tiro un sospiro di sollievo nel vedere il mio sacco con tutto il suo contenuto intatto. Alcuni non sono così fortunati. Le fiamme intanto asciugano i nostri corpi e i nostri vestiti.

L’isola è minuscola. Ha le dimensioni di un campo da tennis, punteggiata da salici e cespugli. Niente di più. Ma la serata, nella sua semplicità, è meravigliosa. I bagliori di Londra bruciano l’orizzonte e, di tanto in tanto, arriva l’eco del rombo di un aereo o di un treno, e ci immergiamo in piacevoli ricordi e allegre chiacchierate mentre ci gustiamo un piccante couscous . Anche se siamo tagliati fuori dalla normalità, questo paradiso segreto è solo per noi.

È notte. Senza una tenda, mi rendo conto di quanto i miei sensi siano esposti al mondo. Mi addormento con la brezza sul viso e la vista delle stelle che fanno capolino tra gli alberi torreggianti. La mattina seguente mi sveglio con il  quack quack allegro delle anatre.

Dopo aver sistemato di nuovo le borse e nuotato in senso opposto, rispetto all’arrivo, facciamo colazione in un caffè prima di raggiungere la stazione di Broxbourne. Il treno ci sbatte di nuovo nel centro caotico di Londra e l’avventura finisce. Immersi nella confusione cittadina è difficile immaginare che poche ore fa, eravamo stati abitanti temporanei di una piccola isola, un piccolo mondo segreto.

In una società dove tutto è programmato e ogni tipo di informazione è facilmente accessibile, questa avventura segreta mi ha costretto a lasciar andare la mia giornata organizzata e abbandonarmi all’immaginazione. Secret Adventures offre meraviglia, intrigo e pochi indizi. Come disse una volta il biologo Thomas Henry Huxley: “Ciò che conosciamo è finito, l’ignoto infinito.”

I viaggi-avventure si svolgono tutto l’anno. Il prossimo, un tuffo nella Londra segreta, è previsto per il 17 ottobre. Il 21 ottobre invece su una canoa si navigherà un canale ad est di Londra. Quest’inverno (dal 13 al 15 febbraio) è previsto un fine settimana in una località selvaggia del Wiltshire.

Per ulteriori informazioni e per prenotarsi, è possibile consultare meetup.com/secretadventures.

Giovanna Scatena

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