Padre Brown e gli 007 inglesi che neanche lui scoprì

Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) amava l’Italia e l’Italia amò lui. Quest’uomo dall’aspetto corpulento, con i baffi di un guerriero gallico, l’aria paciosa e quasi infantile, il cappello a larghe falde sempre calato in testa incantò stuoli di lettori (italiani e di tutto il mondo) con le sue opere dagli argomenti più disparati. Carlo Bo che lo incontrava spesso a Firenze, lo ricorda «grasso, viso acceso, dal grande sorriso». Giovanni Papini, proprio per il suo aspetto rassicurante, disse che «sarebbe riuscito a riportare l’allegria nel cristianesimo». Due aspetti – quello dell’allegria e del cristianesimo – che si fusero nel suo personaggio più famoso: il bonario Padre Brown, le cui avventure furono scritte tra il 1911 e il 1936, “un prete cattolico-romano di statura bassissima, che veniva da un villaggetto dell’Essex […]. Aveva un viso rotondo e inespressivo come gnocchi di Norfolk, gli occhi incolori come il mare del Nord, e recava parecchi involti di carta scura, che non riusciva a tenere riuniti. […]. Aveva un grosso ombrello malandato che gli cadeva di continuo; e pareva che non sapesse quale fosse la parte del biglietto da serbare per il ritorno”. Nella figura del prete detective si specchia quella del sacerdote irlandese John O’Connor, grande amico dello scrittore e fautore della conversione al cattolicesimo, avvenuta nel 1922. Nella sua Autobiografia, Chesterton si riferisce al parroco da lui creato come un «Uomo Vivo» il cui aspetto dimesso, l’ingenuità di religioso, lontano dalla realtà del mondo, sono solo una maschera esterna. I racconti, alla fine, ne svelano l’acume e la saggezza oltre la corposa dose di curiosità e umanità che il suo status richiede. Padre Brown offre infatti ore di lettura spassose, ingegnosi rompicapi che catapultano i lettori nella rigogliosa campagna inglese che si attraversa, pedalando, accanto al vicario, testimone fedele dei movimenti altrui. Fa da sfondo, alla ricerca del colpevole, la contea del Buckinghamshire con le sue immense distese verdi, le antiche dimore patrizie ed i tranquilli (solo in apparenza) villaggi rurali. Come Hambleden che si trova in una delle valli più belle di Chiltern Hills, piacevole da scoprire e location di vari film tra cui The Avengers con Ralph Fiennes, La Carica dei 101 o Sleepy Hollow di Tim Burton. E che dire di Marlow, dove per un breve periodo soggiornarono Mary e Percy Bysshe Shelley, amanti in fuga? Con una delle guide del posto (Marlow Mini Guide) che il Centro di informazione turistica mette a disposizione dei visitatori, inizia il tour dal Marlow Bridge, il ponte sospeso sul Tamigi, progettato da William Tierney Clark nel XIX secolo, che rimanda ad un’altra  costruzione, il Széchenyi Chain Bridge sul Danubio, edificato per collegare le due parti della città, Buda e Pest, in Ungheria. Altra sosta obbligata è su West Street ad Albion House, dove nel 1816 Mary Shelley era alle prese con il Frankenstein ed il suo compagno componeva, l’anno dopo, The Revolt of Islam. Si può girovagare per un po’ su High Street e Spittal Street prima di concedersi il tè pomeridiano nella pasticceria della famiglia Burgers (vicino al ponte) perché, a detta degli abitanti, prepara gli infusi più deliziosi della Contea. Nel mese di giugno (13-14) potrete godervi la Marlow Town Regatta ed il Festival con le gare di canottaggio, musica e cibo a volontà. Oppure a luglio (20-24) divertirvi all’antica cerimonia del Royal Swan Upping, una sorta di censimento delle colonie dei cigni che popolano il Tamigi. La tradizione, le cui origini risalgono a circa 9 secoli fa, stabilisce che gli eleganti volatili siano proprietà della Famiglia reale. E, infatti, i Warden of the Swans e i Marker of the Swans (Guardiani e Marcatori dei cigni), vestiti con le uniformi reali, navigando su imbarcazioni tradizionali a remi, sono impegnati a contare, pesare e misurare i restii pennuti. Naturalmente non possiamo lasciare Marlow senza aver visitato Higginson Park che costeggia il Tamigi e St Peter Street, la più antica e pittoresca strada del borgo, con l’omonima chiesa il pub Two Brewers dove mandare giù una pinta di birra. Lasciando Marlow possiamo scegliere diversi posti dove andare. Padre Brown ci consiglia il Thames Path National Trail, una passeggiata panoramica per giungere al grazioso villaggio di Cookham, luogo natio del pittore Sir Stanley Spencer (1891-1959) di cui potete ammirare le opere all’interno della Galleria omonima nel centro del paese che considerava «una specie di paradiso terrestre». Divertitevi a ritrovare i soggetti dei dipinti  della Cookham Walk (la passeggiata di Cookham), che dura più o meno un’ora, per tutto il villaggio. Oppure, potete optare per Cliveden e perdervi nei giardini di Cliveden House e nei magici boschi che lo circondano, o per Hughenden Manor, la residenza del primo ministro Benjamin Disraeli che qui visse dal 1848 al 1881. Tutta la casa offre una visione vivida della personalità carismatica e della poliedrica vita privata del suo inquilino. Vi verranno raccontati gli aneddoti  dell’uomo più accattivante del periodo vittoriano e scoprirete il motivo per il quale Hughenden fosse tra i primi posti nella lista nera di Hitler! Sì, proprio così. Il maestoso edificio ha una seconda affascinante identità. Dopo la morte del ministro, l’abitazione passò al nipote che la vendette. Nel 1947 venne donata al National Trust (la soprintendenza ai beni culturali e ambientali) che sapeva – quando la ottenne – che gli ultimi “residenti” erano stati i dipendenti del Ministero dell’Aeronautica  durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma ciò che ne fecero gli strateghi dell’aviazione rimase un mistero fino a 60 anni dopo, quando un gruppo di ricercatori, incaricati di preparare le celebrazioni per l’anniversario del VE Day (Victory in Europe Day), la fine del conflitto, scoprirono che Hughenden era la base segreta dell’Intelligence britannica con il nome in codice Hillside. Non c’erano mappe aggiornate della Germania all’inizio della guerra (le più recenti risalivano al 1930) e pianificare le operazioni militari risultava incredibilmente difficile. Così gli aerei che vennero inviati sui cieli tedeschi per fotografare il territorio nemico tornarono a consegnare tavole e cartine proprio a Hillside, dove venne organizzato un vero e proprio laboratorio anti nazismo. Furono reclutati in tutto il Paese più di 100 cartografi, geometri e progettisti che si trasferirono a vivere a Hughenden, scelto per la sua vicinanza al Bomber Command (il comando bombardieri della RAF) e soprattutto perché era nascosto e protetto dal bosco. Tutto il personale coinvolto nell’impresa giurò di non rivelare il segreto, non c’erano guardie né indizi militari che ne potessero tradire il compito; nessuno sospettò mai che tra le mura di Hughenden si stesse scrivendo un pezzo di storia europea. Hillside fu uno tra i principali obiettivi dei nazisti, ma non fu mai localizzato e il suo lavoro continuò fino alla resa del Führer. Oggi, si può ripercorrere quel periodo attraverso la mostra – aggiornata ogni anno – nelle cantine del maniero che racconta la vita e le attività dei cartografi oltre all’esposizione di tutte le mappe incredibilmente dettagliate che elaborarono all’epoca. Inoltre, da quando il Ministero della Difesa ha deciso di condividere la vita occultata di Hughenden Manor, si possono leggere le testimonianze degli attori principali che tennero fede alla promessa fatta, come già detto, di mantenere il segreto delle operazioni. Terminate il giro, esplorando il villaggio di West Wycombe, le cui strade sono piene di case e locande dai diversi stili architettonici, risalenti al XVI e XVIII secolo, ed il favoloso e immenso parco (West Wycombe Park) dove si può ammirare l’elegante casa palladiana della famiglia Dashwood utilizzata come set nella recente serie televisiva Downton Abbey. Un ultimo sforzo e sarete ripagati. Arrivate a West Wycombe Hill per una vista mozzafiato su tutta la campagna circostante.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s