Le spie esistono, sono tra noi e a volte scrivono libri.

Nuova collaborazione tra Tom Hanks e Steven Spielberg. Esce a dicembre, nelle sale italiane (questo mese negli Stati Uniti), Il ponte delle spie (Bridge of Spies) che racconta la storia (vera) di James B. Donovan, avvocato americano, famoso per le sue negoziazioni. Infatti, nel 1962, Donovan venne ingaggiato per recuperare il pilota Francis Gary Powers, suo connazionale, che a bordo di un aereo-spia U2, di proprietà della CIA, sorvolando il territorio sovietico, venne abbattuto e catturato nel 1960. Sono gli anni della Guerra Fredda e il processo che seguì la cattura stabilì tre anni di prigione e sette di lavori forzati allo sventurato aviatore. Per sua fortuna, il 10 febbraio del 1962 venne rilasciato, in cambio della spia sovietica Rudo’f Ivanovic Abel. Immaginatevi che tensione. Un americano e un russo sul ponte di Glienicke (sulla linea di demarcazione fra la Germania Ovest e quella dell’Est) con la rispettiva “merce di scambio” e con la preoccupazione che qualcosa possa andare storto. Un tradimento all’’ultimo che potrebbe avvisare i cecchini dell’una o dell’altra parte a far fuoco. Ma il lavoro dell’agente segreto ha sempre il suo fascino nonostante il pericolo. Se poi la spia indossa il tacco 12, allora al pericolo si aggiunge anche una buona dose di sensualità ed erotismo. Ricordiamo Margaretha Geertruida Zelle, conosciuta come Mata Hari, la «danzatrice venuta dall’Oriente», fucilata il 15 ottobre del 1917 e, la nostra contemporanea Anna Chapman, meglio nota come «Anna la rossa», arrestata nel 2010 a New York per spionaggio. Tra i suoi compiti quello di “sedurre Snowden”, la talpa del Datagate, accolto in Russia dopo lo scandalo. Saltellando tra fiction e realtà, il primo romanzo di spionaggio fu scritto da un autore americano, James Fenimore Cooper (1789-1851) – dalla cui penna nacque il famoso L’ultimo dei Mohicani – che nel 1821 pubblica The Spy (La spia) ambientato durante la Guerra di Indipendenza. Tuttavia, il romanzo di spionaggio nasce in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo. Spie furono Christopher Marlowe, uno dei più grandi poeti inglesi, che operava su ordine della regina Elisabetta I sulla cui morte, avvenuta nel corso di una rissa, aleggia ancora oggi una alone di mistero soprattutto se si leggono i suoi drammi che rispecchiano il risultato di una vita oscura ed estrema. Oppure Aphra Behn (1640- 1689) – la cui vita avventurosa può competere con la trama di qualsiasi romanzo di fantasia – poliedrica autrice britannica, al servizio di Carlo II durante la guerra contro i Paesi Bassi col nome in codice Astrea. E Daniel Defoe (1660-1731),  l’avreste immaginato il padre di Robinson Crusoe mettere da parte penna d’oca e inchiostro e agire per Sua Maestà Guglielmo III? Eppure anche lui ebbe una doppia vita. Naturalmente il quadro “morale” muta a seconda della spia e, di conseguenza,  cambia anche il “nemico”: ecco che la nobile causa dell’una o dell’altra nazione, è la sua sopravvivenza e fa dei suoi agenti degli eroi. Russia e Germania, tanto nella letteratura quanto nella storia, si contendono il primato del paese con maggiori piani di dominio del mondo e vanno perciò fermate. L’idea di una Germania ostile la ritroviamo nel romanzo The Mysterious Mr. Sabin di Phillips Oppenheim (1866-1946), autore di oltre cento opere di narrativa. Il misterioso protagonista del titolo, è un anziano e raffinato aristocratico, amante del golf e tombeur de femmes, che progetta di restaurare la monarchia in Francia alleandosi con la Germania. Un altro godibile romanzo di spionaggio è The Riddle of the Sands (L’enigma delle sabbie, 1903) di Erskine Childers (1870-1922) che ebbe una tale presa tra i suoi lettori da orientare l’opinione pubblica a ritenere necessari gli investimenti atti a  contrastare “la minaccia navale tedesca”. Due giovani inglesi – Carruthers e Davies (alias Childers che insieme al fratello aveva realmente fatto due lunghe crociere sulle coste descritte nel libro) scoprono l’esistenza di un piano per invadere l’Inghilterra via mare; sarà loro compito impedire che ciò avvenga. Anche Sherlock Holmes si ritrovò in storie di spionaggio. Ad esempio in Il trattato navale (1894), vediamo il celeberrimo investigatore impegnato in un lavoro di controspionaggio sul suolo inglese dove i nemici sono, questa volta, Francia e Russia. Forse fu proprio dal proliferare di romanzi e sospetti che la Gran Bretagna decise di organizzare una solida struttura dei Servizi. Nel 1911 fu infatti promulgata la legge che stabiliva le norme fondamentali in materia di spionaggio; e non passò molto che furono pianificati i Servizi di controspionaggio (noti come MI5, dove la sigla sta per Military Intelligence) e di spionaggio, il Secret Intelligence Service (MI6) per preparare abili professionisti di “spioni”.

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