La Santa che non piace alla Chiesa

La Madrina. La Flaquita. La Niña Blanca. La Señora, sono solo alcuni degli appellativi che indicano la Santa Muerte adorata in Messico (principalmente) e in altre parti dell’America Latina al pari della Vergine di Guadalupe. Il suo culto risale al 1965 nello stato di Hidalgo (Messico centrale) e da lì pare si sia diffuso nei territori di Guerrero, Veracruz, Tamaulipas, Campeche, Morelos e nel Distrito Federal (la capitale, Città del Messico) prima e in Nuevo León, Chihuahua e Tamaulipas, dopo.

Antecedenti storici

Alcuni popoli della Mesoamerica (quella regione che comprende il Messico meridionale, i territori di Guatemala, El Salvador e Belize, la parte occidentale dell’Honduras, il Nicaragua e il Costa Rica) adoravano alcune statuine, dedicate alle divinità, poste su altari familiari, che custodivano i resti degli antenati (Jesús Chamorro Cortés, Los orígenes del culto en México).

Il culto della morte esiste in Messico da più di tremila anni. Gli Aztechi, ad esempio, la concepivano come qualcosa di necessario e naturale ed avevano con lei un rapporto stretto e riverente. Erano certi che i cicli della natura, come la notte e il giorno, la stagione secca e quella delle piogge, fossero l’equivalente di vita e morte che, col passare del tempo, assunsero sembianza umana. Le figure simboleggiavano la dualità tra i vivi ed i morti, spirito e materia, luna e sole e, in ogni angolo del Messico tra le culture Maya, Zapotec, Mixteco, Totonachi ed altre ancora, il culto della morte assunse grande importanza. Uno dei villaggi dove crebbe più forte raggiungendo una devozione estrema, fu quello dei Mexica o Aztechi, considerati tra i popoli più agguerriti e coraggiosi di tutta la regione.

La morte come divinità

I Mexica veneravano due divinità: Mictlantecuhtli e Mictecacihuatl, i signori del regno dei morti. Il luogo ospitava tutti coloro che erano deceduti  per cause naturali, ma la “strada” per raggiungerlo non era facile. Prima di incontrare la terribile coppia, l’anima doveva superare numerosi ostacoli: rocce insidiose, deserti interminabili e colline, il coccodrillo Xochitonal, il tagliente vento ossidiana e un possente fiume, che il defunto attraversava con l’aiuto di un cane, sacrificato il giorno del suo funerale. Infine in presenza di Mictlantecuhtli e Mictecacihuatl, consegnava loro delle offerte (teschi scolpiti nella pietra o nell’argilla o dipinti in vecchi codici). Questo dettaglio è molto importante perché nel corso del tempo si tradurrà in oblazioni sugli altari della Santa Muerte.

La colonizzazione spagnola ridusse il culto della morte, ma non riuscì a sradicarlo del tutto. Nel XIX secolo la devozione riprese, nonostante i missionari cattolici che avevano l’ordine di bruciare qualsiasi immagine della Santa e porre fine al culto.

La Santa Muerte

Ogni epoca della Storia ha avuto la sua rappresentazione della morte, indicata con altrettanti nomi diversi dalle differenti culture del mondo; oggi in Messico è raffigurata da uno scheletro avvolto in una tunica di vari colori, ognuno con un significato particolare.

A seconda della richiesta del fedele, si sceglie il colore della morte da collocare sull’altare: bianco per la salute, nero per la forza e il potere, viola per l’auspicio di una vita lunga, color caffè per richiamare gli spiriti dell’aldilà, verde per mantenere uniti i propri cari, rosso per l’amore e giallo per la fortuna.

Il 15 di agosto è riconosciuto da tutti i suoi fedeli come  Día de la Santa Muerte.  

Anche se la Chiesa cattolica condanna questa venerazione, definendola «peccaminosa», qualcuno dei suoi devoti la associa ad una pratica del Cattolicesimo e nessuno si cura  della contraddizione tra la religione ufficiale ed il culto pagano della Santa.

Pertanto, i rituali sono molto simili a quelli cristiani, incluse le processioni e le preghiere, per conquistare i suoi favori. Molti costruiscono in suo onore, per essere protetti, suntuosi altari in casa, ufficio o negozio. L’ara di solito consiste in una statuetta le cui misure vanno dai 15 centimetri ad altezza umana, circondata dalle offerte più disparate, dalle composizioni floreali alla frutta, dall’incenso al vino. E poi monete, caramelle e dolci, oltre alle candele il cui colore varia a seconda della preghiera. Non solo amore, fortuna o salute, ci si rivolge alla Señora anche per fare del male: si prega per la vendetta, per lanciare il «malocchio» e addirittura la morte di qualcuno. È indispensabile ed essenziale che le candele restino sempre accese e che non manchi mai il pane. I suoi sostenitori, soprattutto i giovanissimi, oltre ad implorarla, se la tatuano sulla pelle. (Per chi volesse approfondire, lo scrittore e poeta messicano Homero Aridjis ha documentato questo fenomeno ne La Santa Muerte).

I simboli

I vestiti che ricoprono la Santa Muerte hanno un significato speciale. La veste, molto lunga,  la ricopre dalla testa ai piedi e rappresenta il modo in cui nascondiamo il nostro reale aspetto. Come il tessuto ricopre lo scheletro della Señora, anche l’essere umano con la carne occulta la sua parte più intima, cercando ogni mezzo di travestimento. La tunica – che di solito è bianca – della Santissima  cela la fine a cui tutti i corpi sono destinati.

Elegantemente ornata da drappeggi e con le dimensioni di una persona, l’immagine più importante della Santa Niña Blanca che mostra la falce mentre tiene il mondo nel palmo della mano sinistra, è esposta in una teca di vetro all’ingresso della Parroquia de la Misericordia nella Colonia Morelos.

 La Falce. È simbolo di equità e armonia. Rappresenta la giustizia implacabile non della Santa, ma di un essere superiore che governa e dirige la vita di tutti. Tutto cade sotto la falce della morte che non fa distinzioni.

Il Mondo. Il suo significato è chiaro: la Señora non ha confini, è ovunque e non fa differenza  tra gli uomini che abitano la terra, di sua proprietà.

La Bilancia. Questo strumento indica imparzialità e giustizia; inoltre rappresenta la volontà divina.

La clessidra. È la misura della vita di ogni individuo sulla terra. Basta un gesto, capovolgerla, e tutto ricomincia. Il concetto è molto importante perché la tua vita, come quella di tutti, è ciclica e la morte è solo un cambiamento, qualcosa che somiglia allo scorrere delle lancette di un orologio, in un moto perpetuo.

La Santa Muerte e i Narcos

La sua devozione inizialmente era esclusiva di criminali, gangster, ladri e prostitute, che spesso la invocavano per salvarli da eventuali agguati o dalle pallottole della polizia o, ancora, dalla prigione. I trafficanti di droga o narcos sono gli adepti più ferventi insieme al gruppo criminale la Mara Salvatrucha che concepiscono la Santa Muerte come una divinità funzionale alle loro attività, dal momento che la violenza, insieme alla vita e alla morte sono strettamente collegate: uccidere o essere uccisi. Non mancano, però, fedeli dall’altra parte della legge, militari e forze armate, che a loro volta benedicono le pistole, supplicando di aver salva la vita. La Flaca gode della popolarità anche tra la classe politica e il mondo degli affari tanto da venerarla come se fosse una santa, omaggiandola col segno della croce e prendendosi cura del suo altare.

L’attaccamento al culto (inteso come superstizione che vuole la sua origine riconducibile a cause soprannaturali) si è diffuso anche negli Stati Uniti con l’immigrazione di molti dei suoi discepoli, che affermano di aver consegnato il loro viaggio nelle “buone” mani della loro santa. Si viaggia tranquilli sapendo che le sue immagini, sistemate tra i vestiti, certamente li proteggeranno. A causa della credenza che vuole la Santa adirarsi se la si chiama con il suo nome, è al contrario benevola se la si invoca e si ringrazia con affetto utilizzando vezzeggiativi come La Comadre, La Bonita, La Flaca, La Señora, La Niña.

Nonostante i 2 milioni di fedeli sparsi per tutto il territorio messicano (il cui numero è in costante aumento), il governo del Paese non ha mai voluto concedere al culto lo status di associazione religiosa né riconoscergli una “chiesa” o altro luogo di preghiera.

La Señora oltre ad essere veneratissima è anche democratica. Incoraggia l’uso del preservativo, la pillola del giorno dopo, accetta l’aborto in caso di stupro ed è contro il mito della verginità. Inoltre ha aperto le porte della sua “casa” agli omosessuali e ai travestiti. Sono tutti benvenuti sotto la sua ala protettrice.

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