Tornano Tita e le sue ricette. Con 30 anni di più e una trilogia da finire

titaDopo quasi 30 anni da Como agua para chocolate (Dolce come il cioccolato, nella traduzione italiana) – il romanzo del 1989 che rese famosa Laura Esquivel – i fornelli si riaccendono con la pubblicazione di El diario de Tita che fa parte, come afferma l’autrice, di una trilogia. “Dovevo invecchiare”, racconta in un’intervista a Madrid, “se questo libro fosse stato scritto subito dopo il primo, sarebbe stato sicuramente diverso da com’è, perché è diverso il mio punto di vista circa il romanzo e la vita stessa.” Fotografie, illustrazioni e fiori che compongono il diario aiutano la protagonista, Tita, a tornare indietro con la memoria per svelare i vent’anni di storia di cui non si parla nel primo romanzo, gettando così nuova luce su tutti i personaggi ed “i lettori sapranno che cosa è accaduto dopo la decisione di non sposare John Brown e vivere con Pedro”. Con il diario viaggerete nell’universo intimo di Tita, attraverso la scoperta dell’amore e la sua rinuncia, la lotta per porre fine ad una tradizione di famiglia che la protagonista considera ingiusta, quella che vuole la madre “controllore spietato” delle vite delle proprie figlie e lei, Tita, la minore, ha il destino segnato: occuparsi della fattoria e di sua mamma. Ma il vento del cambiamento soffia forte più che mai e anche se la sua ribellione sembra aver successo, lei stessa sa che le cose muteranno definitivamente con le generazioni future. Come Tita, Esquivel è consapevole di quanto sia difficile il cambiamento, pure a livello legislativo, soprattutto in un paese come il Messico, “dove ci sono accordi di una maggioranza schiacciante che non lo consentono e che ricorrono a qualsiasi mezzo per ostacolarlo” ma, assicura, il semplice fatto di arrivare alla Camera dei Deputati è significativo, si può iniziare a fare qualcosa di buono.

Il cibo rimane un elemento cruciale, e le rivoluzioni – personali e politiche (il Messico è impegnato con quella di Pancho Villa) – sono ancora presenti e fanno da cornice alle vicende di tutti i personaggi. La scrittura e la cucina sono le armi contro la solitudine ed il silenzio; attraverso il diario Tita parla a se stessa e le pietanze le danno modo di comunicare con il resto del mondo; inoltre, conoscere, dosare ed assaporare i singoli ingredienti, indispensabili per ogni ricetta, significa intraprendere un cammino di vitalità, luce ed amore.

Se a Como agua para chocolate scrivo che siamo ciò che mangiamo, nella seconda parte dico che siamo anche ciò che abbiamo seminato”, continua la Esquivel che oltre a scrivere, ricopre il ruolo di deputata del Movimiento de Regeneración Nacional (Morena), il partito che ha sempre sostenuto Andrés Manuel López Obrador, perché in politica funziona come per la scrittura, “tutto inizia con una buona semina”.

Per chi fosse curioso sulla scelta del titolo, esso rimanda all’espressione idiomatica spagnola como agua para chocolate, appunto, che si riferisce ad una persona in preda alla passione, bollente come l’acqua necessaria per ottenere la migliore cioccolata in tazza. Entrambi i romanzi, intrisi di romanticismo e magia, offrono anche l’occasione per riflettere sull’importanza del cibo, come nutrimento, ma anche come potente strumento di comunicazione.

Tra le ricette, tutte invitanti, di antica tradizione mesoamericana, ricordiamo la Torta Chabela con la quale Tita manda il suo messaggio d’amore a Pedro.

Ricetta. Ingredienti per la base (6 persone) tortiera di 26 cm di diametro, imburrata e infarinata

150 g di farina per dolci

90 g di zucchero

8 uova (di cui 6 tuorli e 2 interi)

la scorza grattugiata di un limone

1 vasetto di marmellata di albicocche

Per la glassa:

2 albumi

250 g di zucchero a velo

gocce di succo di limone q.b.

mimose per decorare

Procedimento

Mettete in una ciotola 2 uova intere, 2 tuorli e lo zucchero. Con un frullino lavorate gli ingredienti fino ad ottenere un composto giallo chiaro, spumoso ed omogeneo. Aggiungete allora, sempre sbattendo, gli altri 4 tuorli, la farina e la scorza grattugiata del limone. Versate il composto nello stampo e infornate (forno già caldo) a 170 gradi per 40 minuti circa.

Sfornate la torta e lasciatela raffreddare. Quando sarà ben fredda, tagliatela a metà e farcitela con la marmellata. Lasciatela riposare per una mezz’ora. Nel frattempo montate gli albumi a neve con lo zucchero a velo ed il succo di limone. Ricoprite la torta con la glassa ottenuta e decoratela con le mimose.

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