The Mitford sisters

L’incipit di Anna Karenina, uno dei capolavori dell’aristocratico Lev Tolstoj, «Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo», mi aiuta ad introdurre una delle famiglie più «esotiche» dell’ambiente inglese: i Mitford.

Le sorelle Mitford (avevano anche un fratello, Thomas, terzogenito che morì nel 1945 in Birmania) diventarono famose durante gli anni Trenta e Quaranta per la loro bellezza e stravaganza, ma fu la vita che condussero ad affascinare la società britannica dell’epoca. Cresciute nella campagna inglese, le figlie di David Freeman-Mitford, barone di Redesdale, e di sua moglie Sydney, respirarono fin dall’infanzia un’aria poco avvezza alle convenzioni sociali e assorbirono dall’ambiente familiare la giusta dose di eccentricità che ne plasmò le vite, esistenze fuori dall’ordinario. Lo racconta con ironia e brio Jessica Mitford (1917-1996) in Figlie e Ribelli (Hons and rebels, titolo originale), «un libro che ha avuto un grande successo su entrambe le sponde dell’Atlantico come deliziosa commedia di costume dotata di un divino spirito da postdebuttante». Ed eccole le giovani rampolle Mitford, scorazzare per le colline di Cotswolds, coniare un proprio linguaggio, il boudledidge, affibbiare ad ogni membro della famiglia un soprannome (i genitori erano Farve, il papà, e Muv, la madre), simpatizzare per il Fascismo ed il Comunismo: «Sulle finestre si vedono ancora le svastiche incise nel vetro con il diamante di un anello, e per ogni svastica sono stati accuratamente tracciati una falce e un martello». E non sono mancate le fughe d’amore e i tentati suicidi.

Unity Valkyrie (1914-1948) – Bobo o Boud per i familiari – era innamorata di Hitler, e riuscì a diventare sua amica intima. Quando l’Inghilterra dichiarò guerra alla Germania mantenne la promessa fatta alle sue sorelle, quella di spararsi un colpo in testa. Sopravvisse malgrado il proiettile le attraversò il cervello. Parlando di quello che avrebbero fatto da grandi, Unity era solita dire: “andrò in Germania ad incontrare Hitler”, e Jessica  prontamente le rispondeva: “ed io fuggirò via, fuggirò per diventare una vera comunista”.

E così fece. Jessica o Decca, (1917-1996) infatti, scappò in Spagna durante la guerra civile, con Esmond Romilly, nipote di Winston Churchill, schierandosi con i repubblicani. Per riprendere i due, fu mandato un cacciatorpediniere della Royal Navy nel porto di Bilbao per evitare l’imbarazzo tra le classi aristocratiche. Fu inutile, «un disastro a dire la verità». Al contrario di sua sorella Unity, Decca pensò anche di uccidere il Fuhrer, ma non portò a termine il piano, «un’occasione perduta per mancanza di coraggio». Si stabilì negli Stati Uniti, dedicando il suo tempo alla scrittura e ai diritti umani.

Oltre a Jessica, anche Nancy (1904-1973) divenne una scrittrice prolifica; tra i romanzi, i più famosi restano Inseguendo l’amore e Amore in climi freddi (nella variante italiana L’amore in un clima freddo), una lettura divertente e spassosa. «Nancy  che si era tagliata i capelli alla maschietta. Nancy che si metteva il rossetto, Nancy che suonava l’ukulele, tanto di moda all’epoca, Nancy che portava i pantaloni, Nancy che fumava una sigaretta – lei aveva aperto la strada a tutti noi». Lasciò l’Inghilterra e visse nella Francia delle rivoluzioni e delle avanguardie.

Diana o Honks (1910 – 2003), considerata una delle donne più belle dell’epoca, tanto da essere paragonata alla Venere di Botticelli, nel 1933 scandalizzò la società britannica quando lasciò il suo primo marito per sposare Oswald Mosley, il fondatore del partito fascista inglese. Le nozze si celebrarono nella casa di Goebbels e Adolf Hitler – di nuovo – fu l’ospite d’onore. L’avvenente Mitford pagò a caro prezzo la sua vicinanza al Terzo Reich: arrestata e rinchiusa in carcere per tre anni, dopo la guerra si stabilì a Parigi.

Pamela, Pam (1907-1994), che da piccola sognava di essere un cavallo e amava più delle sue sorelle la vita di campagna, restò in Inghilterra e sposò un fantino. Il principe Carlo ne ha ricordato la “personalità unica e il suo approccio alla vita straordinariamente originale”.  Fu sempre il punto fermo delle sue sorelle, quella a cui ricorrere nei momenti “no” della vita. Dopo il divorzio, trascorse il resto dei giorni con Giuditta Tomassi, cavallerizza italiana.

Una vita più discreta – ma non meno estrosa – quella di Deborah o Debo (1920-2014). La minore delle sorelle Mitford sposò il Duca del Devonshire e con lui  restaurò Chatsworth House, valorizzandone il giardino ed il parco circostante; oggi l’aristocratico edificio, accoglie turisti da tutto il mondo. «I ricordi di famiglia esercitano un fascino pressoché universale. Esistono in quasi tutte le case, risposti in soffitte o sugli scaffali più alti, una fila delle prime scarpine del Piccolo, l’articolo scritto dal Fratello e premiato sul giornale della scuola, il velo da sposa della Sorella, telegrammi sbiaditi di congratulazioni, e cose così. Quasi tutte le case riportano anche le cicatrici di chi ci ha vissuto – i segni delle pallottole del fucile ad aria compressa azionato da una mano infantile malferma, il buco nel tappeto davanti al caminetto provocato da una festa troppo allegra».

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