J.R. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori

«È infatti proprio durante uno di quegli spostamenti Londra-Manchester-Londra che Joanne viene folgorata dalla visione capace di catapultarla, negli anni a venire, in un vortice di eventi mai nemmeno lontanamente immaginato… Un giorno d’estate del 1990 la ragazza è seduta sul treno che dovrebbe riportarla a casa, ma a un certo punto il mezzo deve fermarsi per un guasto che durerà quattro ore. Annoiata dal contrattempo, si trova a guardare fuori dal finestrino: nota delle mucche al pascolo, mentre la sua mente sta pensando a cose che niente hanno a che vedere con la scrittura. All’improvviso, come dal nulla, le piomba addosso una raffica di idee che ha descritto in questo modo:

Un ragazzo che non sa di essere un mago, va a una scuola di magia… Bang, bang, bang […]. C’erano quattro case, c’erano fantasmi delle Case, […], quali materie si imparano, chi sono gli insegnanti.

In tutto questo fioccare di spunti Joanne realizza, frugando in borsa, di non avere una penna per segnarseli e non osa chiederne una in prestito agli altri viaggiatori. Non può contare nemmeno su un qualsiasi rudimentale sostituto, neppure il suo inseparabile eyeliner. Così rimane semplicemente seduta a far scorrere i pensieri, sorprendendosi per a quantità e la precisione del materiale che recano con loro:

È come se, a livello subconscio, per anni mi fossi preparata a scrivere Harry Potter».

Non ho letto nessun libro della saga e forse, più avanti, li leggerò tutti, ma credo che J.R. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori – da cui ho estratto il breve passo (precisamente Capitolo 6, Harry Potter e lo Specchio delle Brame)-dovrebbe far parte delle letture degli ammiratori del maghetto e di chi, al contrario, lo ignora. I motivi sono tanti. Innanzitutto per l’autrice: Marina Lenti, è tra le massime esperte di Harry Potter e di tutto il mondo fantastico da cui la Rowling ha attinto per i personaggi e le loro avventure. Numerosi i suoi saggi sugli aspetti più disparati dei romanzi della serie: L’Incantesimo Harry Potter, Harry Potter: il cibo come strumento letterario, La Metafisica di Harry Potter, per citarne alcuni.

Perché la vicenda di Joanne Rowling è la storia di un successo nato dalla disperazione; chiunque può immedesimarsi e ritrovare se stesso negli stati d’animo e negli episodi della vita della scrittrice britannica. Il matrimonio che va in pezzi, sola in un paese straniero, il Portogallo, il rientro ad Edimburgo con la figlia piccola e senza un soldo, la depressione, i sussidi statali. «Mi sentivo come se avessi tatuata sulla fronte una frase del tipo “divorziata, genitrice single senza un centesimo».

«È comunque il Nicholson’s a diventare il campo-base favorito di Joanne, perché è stato appena rilevato da suo cognato, in società con Dougal Mcbride, il quale ricorda perfettamente la mammina che si sedeva per ore in compagnia di un solo caffè e un bicchiere d’acqua (tutto quello che poteva permettersi all’epoca), possibilmente al tavolo vicino alla finestra (che, curiosamente, dà su una via chiamata Potterow): cullava il passeggino avanti e indietro con una mano e scriveva con l’altra».

Dal buio, la luce. Da 278 sterline al mese a 530 milioni di sterline. «[…] Joanne sta vivendo dunque quel miracolo che, secondo una frase attribuita allo scrittore americano Henry David Thoreau, è alla portata di ognuno di noi e che tuttavia così in pochi riescono ad afferrare: se uno avanza con fiducia in direzione dei propri sogni e si sforza di vivere la vita che ha immaginato, questi incontrerà un successo inatteso in situazioni normali».

J.R. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori edito da Ares, è nell’insieme una biografia, un saggio, una ricerca accorta e dettagliata sull’autrice della saga. E, inoltre, è uno stimolo per quanti vogliono fare e non fanno, per chi si butta giù  e per chi ha il morale sotto le suole delle scarpe. Nell’epilogo del libro, si elencano otto fattori critici per il successo (applicabili alla Rowling); credo che valgano per essere soddisfatti di noi stessi e per ciò che chiamiamo felicità anche non accumulando la fortuna della Rowling:

  1. Passione per ciò che si fa e non per il denaro che se ne può trarre
  2. Lavorare sodo, eppure trovarlo divertente
  3. Perfezionarsi attraverso la pratica
  4. Focalizzarsi su una cosa sola
  5. Spingersi oltre i propri limiti fisici e mentali, superando timidezze e insicurezze
  6. Servire gli altri creando un valore per cui la gente sia disposta a pagare.
  7. Generare una o più idee attraverso attività quali per esempio l’ascolto, l’osservazione e il collegamento con le propri esperienze.
  8. Perseverare resistendo ai fallimenti e ai rifiuti.

 

 

 

 

 

Advertisements

One response to “J.R. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s